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10 ottobre 2026 · 5 min di lettura · di Ragusa Matteo Stefano

Le crisi: come le ho attraversate e perché le considero opportunità

Ogni crisi che ho attraversato mi ha insegnato qualcosa che i periodi di crescita non insegnano. Qui racconto come mi preparo, come reagisco e dove vedo le opportunità quando gli altri si fermano.

Grattacieli sotto un cielo temporalesco con un raggio di sole che attraversa le nuvole

La crisi non si subisce, si attraversa

Faccio impresa da quando ho 24 anni e ho già visto diversi cicli: crisi finanziarie, la pandemia, shock valutari, mercati che si fermano di colpo. La prima lezione è che la crisi non arriva mai quando sei pronto, quindi devi esserlo sempre. Per me essere pronti significa tre cose: debiti sostenibili, liquidità disponibile e costi fissi sotto controllo.

Chi entra in una crisi con troppo debito e nessuna liquidità non ha scelte: può solo vendere in fretta, e vendere in fretta significa vendere male. Chi invece ha margini di manovra scopre che la crisi è il momento in cui gli asset migliori tornano sul mercato a prezzi ragionevoli.

Cosa faccio concretamente quando il mercato scende

Primo: non prendo decisioni nella prima settimana. Le reazioni immediate sono quasi sempre emotive. Secondo: rivedo i numeri di ogni attività, uno per uno, e taglio quello che non produce. Terzo: cerco le opportunità che la crisi sta creando. Durante i periodi difficili ho trovato alcune delle mie migliori operazioni, perché i venditori motivati trattano e la concorrenza si ritira.

Un esempio del mio settore: quando il turismo rallenta, molti operatori del noleggio di lusso e dell'ospitalità abbandonano il mercato. Chi resta, con una struttura snella, si ritrova con quote di mercato più grandi quando la domanda torna. E la domanda torna sempre.

La mentalità giusta

I miei genitori mi hanno insegnato la caparbietà: non mollare quando le cose si complicano. Aggiungo io una cosa: la caparbietà senza numeri è testardaggine. Nelle crisi serve lucidità, non eroismo. Si guardano i dati, si accettano le perdite dove necessario e si investe dove il rapporto tra rischio e rendimento è migliorato. Le crisi passano; le posizioni costruite durante le crisi restano.